lunedì 6 febbraio 2012

ANGELI VOLATI VIA

ANGELI VOLATI VIA


Addio Paolo Cocco famoso libraio. Vita di passione su e giù per gli scaffali

Posted: 06 Feb 2012 02:01 PM PST

Cagliari 06 Febbraio 2012.La città perde una delle figure storiche, nel campo del commercio e della diffusione della cultura. Paolo Cocco, il libraio di piazza Repubblica, è morto ieri a casa sua, in via Copernico.
Aveva 77 anni, era figlio di Giovanni, fondatore di una dinastia che non cessa di esistere con la scomparsa di Paolo. Cocco aveva chiuso la sua libreria nel novembre scorso, con la moglie Edda aveva deciso di spegnere la luce del grande locale collocato in una posizione strategica, fra via
Dante e piazza Repubblica, passaggio obbligato di generazioni di studenti e avvocati, il target del loro lavoro di una vita. Paolo Cocco, che lascia la moglie e i figli Giovanni, Roberta, Arianna e Walter, era un uomo affabile, forte, sportivo, appassionato del suo lavoro.
Commenti:
Davide scrive:La scomparsa del Rag. Cocco, da sempre, assieme alla sua FAMIGLIA, punto di riferimento per generazioni di studenti e cultori del diritto, lascia un vuoto incolmabile.
Alla Signora Edda, Giovannino, Walter e familiari tutti giungano le mie più sentite condoglianze.
GRAZIE Paolo per il suo prezioso insegnamento.
Fabry:Grazie Sig. Paolo, perchè entrare nella Sua libreria per acquistare i libri per l'esame di diritto mi consentiva di uscirne con un incoraggiamento in piu' per superarlo. Mi dispiace vedere la libreria chiusa..e sapere che il proprietario storico si è temporaneamente assentato... Riposa in pace! Fabrizio F.

Anziano trovato morto in casa Era deceduto da un mese

Posted: 06 Feb 2012 01:51 PM PST

Bologna 06 Febbraio 2012.Un anziano pensionato è morto settimane fa - almeno un mese, forse anche più - ma fino a ieri nessuno ha cercato di capire perché da tempo non si vedesse in giro e perché non telefonasse agli operatori dei servizi sociali, che gli avevano lasciato un biglietto sotto la porta, con l'invito a chiamare. Solo ieri sono stati attivati i vigili del fuoco, che sono entrati nell'appartamento del "fantasma" rompendo una finestra e trovandolo senza vita.
E' successo a Bologna. L'indirizzo della tragedia è una casa popolare dell'Acer. La prima ricostruzione è quella fatta dalla questura: "Tempo fa un vicino si è rivolto ai servizi sociali perché l'anziano inquilino non si vedeva in giro. E' passato qualcuno. Sotto la porta è stato lasciato un invito a mettersi in contatto con i referenti di zona". Sono passati giorni, settimane. "Stamattina una assistente sociale è andata a bussare. Nessuno ha aperto. Ha chiamato 115 e 118".

La porta dell'alloggio era chiusa a chiave dall'interno. I pompieri hanno rotto un vetro e si sono infilati nell'appartamento, trascurato, in quel disordine che viene imputato a chi non ce la fa a sbrigare le faccende domestiche. Era morto, il pensionato che da tempo non dava segni di sè. E da almeno un mese, stando a quanto poi la polizia ha riferito al pm di turno, Claudio Santangelo.

Per identificarlo, visto il pessimo stato in cui era ridotto il corpo, ci sono volute ore. Poi, frugando nell'alloggio, sotto un materasso sono stati trovati 20mila euro. L'uomo non aveva parenti, nessuno che potesse ambire a quei soldi. Le cause del decesso, sottolinenano in questura, "sono naturali".

Resta, tutta, la tragedia di una persona che nessuno ha veramente cercato. Il dottor Santangelo, riservandosi di decidere se procedere o meno all'autopsia, ha deciso di approfondire anche il ruolo dei servizi sociali.

Addio Bill Hinzman, lo zombie del cimitero ne La notte dei morti viventi di Romero

Posted: 06 Feb 2012 01:42 PM PST

06 Febbraio 2012.La notizia è di questa notte, Bill Hinzman è deceduto all'età di 75 anni. Un uomo che ha fatto tanto per l'industria del cinema orrorifico, rivestendo nel corso degli anni svariati ruoli secondari in numerose pellicole di culto.
L'interpretazione per cui viene maggiormente ricordato è quella dello "zombie del cimitero" che attacca Barbara (Judith O'Dea) e il fratello nei primi minuti della pietra miliare dell'horror La notte dei morti viventi di George A. Romero, interpretando il primo non morto di concezione moderna a fare la propria comparsa sul grande schermo.

In seguito ha continuato a fare la propria comparsa in svariati film di Romero come There's Always Vanilla, La stagione della Strega e La città verrà distrutta all'alba. Inoltre, è anche passato dietro alla macchina da presa dirigendo The Majorettes e FleshEater. La sua ultima apparizione in un film risale a River of Darkness, uscito solo in home-video.
Hinzman è sempre stato un punto fermo nelle convention horror, nelle quali si vestiva spesso con abiti logori e trucco da zombie per scattare qualche foto con i fan.

Stefan Talmaciu 19 anni perde la vita cadendo in un fiume con l'auto

Posted: 06 Feb 2012 10:25 AM PST

Firenze, 5 febbraio 2012 - Un diciannovenne e' morto la notte scorsa a Signa (Firenze). L'auto su cui viaggiava ha sbandato affrontando una rotatoria ed e' precipitata per dieci metri nel letto di un fiume. A bordo c'erano quattro giovani: gli altri sono feriti. I carabinieri non escludono che fra le cause dell'incidente vi siano velocita' e gelo (la temperatura era -5). La strada era comunque sgombra da neve.

La vittima si chiamava Stefan Talmaciu, romeno, e abitava a Campi Bisenzio (Firenze). Secondo una prima ricostruzione, sarebbe morto sul colpo, dopo essere stato sbalzato fuori dall'abitacolo. L'auto e' finita nel letto del
fiume Bisenzio, dove l'acqua e' alta circa mezzo metro. Sono intervenuti anche i sommozzatori dei vigili del fuoco, ma gli altri tre occupanti erano gia' usciti dal veicolo. Sono tutti romeni, fra i 19 e i 24 anni, residenti a Campi Bisenzio e Firenze. Sono stati ricoverati negli ospedali di Careggi e Torregalli. Le loro condizioni non preoccuperebbero i sanitari.

Addio Livio Minelli Leggenda della boxe bergamasca

Posted: 06 Feb 2012 10:21 AM PST

Stati Uniti 06 Febbraio 2012.Livio Minelli, il grande boxer bergamasco campione Europeo negli anni Cinquanta è morto sabato 4 febbraio alle 11 negli Stati Uniti circondato dall'affetto dei suoi figli. A Bergamo lascia l'ultima sorella Clara di 90 anni.
Il nome di Minelli è legato inesorabilmente alla grande boxe, che visse il suo momento migliore negli anni '40 del secolo scorso, con l'allenatore Aldo Linz e il procuratore Umberto Branchini. Quest'ultimo, in sessant'anni di attività, hanno messo insieme qualcosa come 4 mila vittorie.

Su tutti quattro pugili: i fratelli di Boccaleone, Aldo e Livio Minelli, Mario Lutti, di Borgo Palazzo, e Angelo Oreni, di Treviglio. Il più grande è comunque Livio Minelli, considerato il miglior pugile bergamasco della storia. «Minellino», come veniva soprannominato a Boccaleone, classe 1926, cominciò la carriera seguendo il fratello Aldo, di sei anni più vecchio di lui, guadagnandosi un altro soprannome, «Girandola», per la velocità con cui muoveva le braccia. Esordì nel '34 al Duse.
Dopo una promettente carriera da dilettante partì, insieme con Aldo e Lutti, per una serie di tournée all'estero, combattendo in Portogallo, Spagna e Stati Uniti. Nel 1946, prima stagione catalana, tra Barcellona e Valencia combattè 12 volte senza mai subire sconfitte. Arrivò a New York nella primavera del 1946 e presto divenne un pugile molto applaudito a Long Island. Combattè da leggero e da welter. Livio mise sotto elementi di valore mondiale com Johnny Bratton, Bob Montgomery e soprattutto si misura sui 10 round con il campione del mondo Ike Williams. Il match disputato nel febbraio del 1948 all'Arena Philadelphia in Pennsylvania alla fine segnò una sconfitta nel record di Livio ma assolutamente immeritata tanto che dopo 20 giorni il leggendario Kid Gavilan, che aveva visto quel match, decise di affrontare Williams al Madison Square Garden.
Il New York Post parlò di due vittorie "regalate" a Williams, accennando appunto al match contro Minelli. A questo punto Minelli capì che senza una grande organizzazione americana alle spalle l'unico motivo per rimanere negli States erano solo le buone borse. Si imbarcò nel primo piroscafo al porto di New York e agli inizi di luglio del 1948 tornò a Bergamo.
I dirigenti dell'Ente Europeo lo segnalarono sfidante al titolo Europeo dei welter , lasciato vacante da Villemain. In casa dell'olandese Gil De Roode, Livio martellò l'idolo dell'Aja per dieci riprese, nell'11° round fu decretato l'arresto del combattimento e Minelli diventò campione europeo dei welter.

Livio ripartì per una tournèe americana. Nell'autunno del 1948 salì sul ring di Algeri e difense vittoriosamente il titolo Europeo contro Omar Kouidri. Rimediò una profonda ferita allo zigomo sinistro che lo costrinse ad un lungo periodo di inattività.
Nel luglio 1950 giunse a Milano, al Vigorelli, per una difesa di routine, sfidato dal 39enne Michele Palermo: il campione d'Europa contro il campione d'Italia. Minelli perse ai punti, ma la sua carriera continuò.
Nel settembre 1951, pareggiò un match al Vigorelli di Milano contro Tiberio Mitri, uno dei più grandi pugili italiani, campione europeo welter. Livio si trasferì poi negli Stati Uniti, sposandosi e mettendo su casa nel New Jersey. Lasciata la boxe, divenne chef e poi proprietario di un ristorante. Lavorò in molti ristoranti rinomati di New York fino a quando non fu in grado di aprire il suo ristorante Chez George

Jazmin de Grazia, 27 anni, è stata trovata morta nel suo appartamanto a Recoleta

Posted: 06 Feb 2012 10:14 AM PST

Argentina 06 Febbraio 2012.Jazmin de Grazia, 27 anni, è stata trovata morta domenica pomeriggio nel suo appartamanto a Recoleta, quartiere residenziale nel centro di Buenos Aires.Secondo quanto riferito dai media argentini la modella è stata trovata annegata nella vasca da bagno, e la polizia sta indagando su quanto avvenuto. E' stata disposta l'autopsia.
Jazmin de Grazia era stata una delle tre finaliste dello show "SuperM 20-02″, e dopo una copertina di Playboy nel 2008, aveva lavorato come presentatrice su canali televisivi come E! Entertainmente, Fox, ed MTV
MODELLA MORTA IN VASCA, È GIALLO.
L'ULTIMO VIDEO SU TWITTER -GUARDATAG : modella, argentina, jasmin, grazia, morta

FOTOGALLERY : Jazmin de Grazia, modella morta (foto dal web)
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Lunedì 06 Febbraio 2012 - 18:40 BUENOS AIRES - La polizia indaga sulla misteriosa morte di una popolare modella e giornalista televisiva argentina, Jazmìn de Grazia, 27 anni, trovata priva di vita nella vasca da bagno, piena d'acqua, del suo appartamento di Buenos Aires.
Il cadavere è stato rinvenuto dal fidanzato, Leandro Cabo Guillot, che ha dovuto forzare la porta per entrare nell'alloggio. Secondo indiscrezioni trapelate dagli ambienti investigativi, nell'abitazione della donna sarebbero stati trovati cocaina e tranquillanti, ma la famiglia ha smentito la circostanza. Un'amica ha invece raccontato che la donna l'aveva chiamata prima di morire, dicendo che non si sentiva bene.
Secondo quanto riportato dai media argentini, sullo specchio del bagno sarebbe stato trovato un messaggio che proverebbe il suicidio della ragazza: "Voi non avete colpa, questo mondo è brutto". Un amico del fidanzato avrebbe però detto che la frase in questione era di un gruppo rock, e la scritta era lì da un po' di tempo, perché le piaceva scrivere le parole delle canzoni sullo specchio.
Maggiori chiarimenti sulle cause del decesso sono comunque attesi dall'autopsia. De Grazia era diventata famosa grazie alla sua partecipazione al reality show 'Super M' e successivamente aveva lavorato come presentatrice televisiva per varie emittenti. Inoltre aveva partecipato a Bailando por un sueno, la contestata versione argentina di Ballando con le stelle (e format di riferimento di Baila!), uno dei programmi più gettonati nel Paese, nel 2009 si era laureata in giornalismo e aveva lavorato, come giurata, nel programma tv Duro de domar della televisone pubblica argentina. L'ultima apparizione online, su Twitter, è datata 3 febbraio, venerdì, quando ha realizzato una twitcam dicendo che «il weekend è stato piuttosto vario, come una forchetta libera con padroni cinesi».

Giovanni Ghibaudi, pilota di Alitalia perde la vita in un incidente stradale

Posted: 06 Feb 2012 04:16 AM PST

Genova 06 Febbraio 2012 Era abituato a domare ben altri "bestioni" Giovanni Ghibaudi, pilota di Alitalia, che la notte scorsa è morto in un incidente stradale avvenuto sulla A26 al chilometro 9 all'altezza del casello di Masone, in direzione Genova. L'uomo stava viaggiando a bordo di una Fiat Stilo verso Genova, quando all'improvviso è sbandata andando a finire prima contro il guard-rail di destra e poi quello di sinistra.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia stradale di Ovada, Ghibaudi ha perso il controllo del suo mezzo, per cause ancora da accertare, all'uscita della galleria del Turchino, andando a sbattere contro un muro di contenimento. L'impatto è stato molto violento e l'uomo è deceduto durante il trasporto in ospedale. Erano le 2,45 di questa notte.

"Stava rientrando dopo una domenica trascorsa in compagnia di alcuni amici a Milano – racconta un amico di Ghibaudi – Era assolutamente una persona precisa, dato anche il lavoro che svolgeva, a cena beveva al massimo una birra quindi non credo proprio che la causa possa essere l'alcool.".

L'uomo viaggiava a bordo della Fiat Stilo del padre, sulla carreggiata non è stata trovata traccia di ghiaccio. Il manto stradale era asciutto anche se aveva appena iniziato a nevicare. Non si esclude si possa essere trattato di un colpo di sonno o di un malore. Per permettere l'intervento dei mezzi di soccorso l'autostrada è rimasta chiusa al traffico per più di due ore.

Ghibaudi, nato a Torino e residente a Borghetto Santo Spirito, ha studiato presso l'Accademia Navale di Livorno ed è stato comandante della Marina Militare dall"87 al 2004: a partire da marzo 2004 ha lavorato come pilota presso la compagnia aerea Alitalia.

Addio Giancarlo Cosimi 84enne il patron del ciclismo

Posted: 06 Feb 2012 02:29 AM PST

LIVORNO 06 FEBBRAIO 2012 Si è spento ieri Giancarlo Cosimi, storico dirigente della Federazione ciclismo e per lunghi anni autista ufficiale dei sindaci che si sono avvicendati alla guida della città, fino all'epoca di Gianfranco Lamberti.

Cosimi aveva 84 anni, 43 dei quali trascorsi impegnandosi nel ciclismo provinciale. Amava organizzare eventi sportivi e seguiva con impegno e passione le giovani promesse delle due ruote. Apprezzato dagli addetti ai lavori, e anche dai profani del ciclismo, Cosimi è stato infatti presidente della Fci provinciale fino al 2005 - per 43 anni, appunto - passando poi il testimone a Giorgio Bacci.

Giancarlo Cosimi, scomparso pochi mesi dopo Osvaldo Ferrini, altro grande dirigente della Federazione, era un appassionato di ciclismo. Un instancabile organizzatore di manifestazioni sportive, spesso collegate al circolo Arci di Colline. Tante le iniziative nate grazie alle idee e all'impegno di Cosimi, per cui il ciclismo era una ragione di vita. Si deve a lui l'organizzazione della "Freccia del mare", la corsa Pistoia-Livorno riservata a dilettanti e juniores, che è stata disputata per anni, fino alla fine degli anni Novanta.

E ancora, è stato Cosimi l'inventore della "Tipo Pista", il circuito in notturna in cui gareggiavano esordienti e allievi juniores con partenza e arrivo al circolo Norfini di Colline, che è andata avanti negli anni e ha raggiunto la trentaseiesima edizione nel 2011.


Non è finita. Un altro merito di Cosimi, negli anni Ottanta, è stato quello di richiamare in città grandi campioni e di farli ammirare da tutti, mentre con le loro bici fendevano l'aria delle strade. Un modo per far vedere ai cittadini ai loro idoli delle due ruote. Riuscì infatti portare a Livorno una lunga serie di stelle del ciclismo italiano e internazionale, dando vita, a Colline, a un vero e proprio evento sportivo. Subito dopo la fine di un Giro d'Italia, Cosimi organizzò, infatti, una corsa per i grandi delle due ruote: il "Circuito degli Assi", che fu vinto da Giuseppe Saronni.

Una vita di soddisfazioni quella di Cosimi, che però nel 2003 ha dovuto sopportare la perdita improvvisa di un figlio, Fausto, ufficiale dei vigili urbani scomparso a soli 49 anni per un infarto.

I funerali di Giancarlo Cosimi, molto conosciuto e apprezzato, si terranno domani, alle 11,15 con partenza dalla cappella della camera mortuaria dell'ospedale.

Claudio di appena sedici mesi ucciso nel Tevere, padre assassino alla moglie «Se mi lasci ammazzo tuo figlio».

Posted: 06 Feb 2012 02:26 AM PST

ROMA 06 febbraio 2012 Aveva picchiato la compagna più volte, anche se lei non aveva mai voluto denunciarlo. L'ultima volta due giorni prima della tragedia, quando l'aveva riportata nella casa materna di Trastevere, provata dall'anoressia, con un segno di coltello sul braccio, sussurrandole una promessa: «Se mi lasci ammazzo tuo figlio». Eppure nessuno tra i familiari e gli amici immaginava che Patrizio Franceschelli, 26 anni, disoccupato, avrebbe tenuto fede a quella minaccia, quando all'alba di sabato scorso, con la neve che imbiancava Roma, si è presentato nella stessa casa per rapire il figlio di entrambi, il piccolo Claudio di appena sedici mesi, e buttarlo nel fiume dopo una fuga di oltre un chilometro.

In attesa dell'interrogatorio di convalida che si svolgerà questa mattina nel carcere di Regina Coeli, i carabinieri del nucleo radiomobile, guidati dal colonnello Mauro Conte, e il pm Attilio Pisani stanno cercando di ricostruire la storia di Patrizio Franceschelli e della compagna, Claudia Maccarelli, da giorni ricoverata all'ospedale Santo Spirito per gravi problemi di anoressia e depressione. Nel 2010 Franceschelli era stato arrestato due volte per traffico di stupefacenti, finendo in entrambi i casi agli arresti domiciliari. E probabilmente aveva qualche problema di dipendenza. Non lavorava, ma aveva convinto Claudia a vivere con lui nella casa di sua madre, a Corviale, assieme al bambino.

Un rapporto difficile, fatto di litigi continui, che era peggiorato man mano che Claudia sprofondava in una spirale di depressione e anoressia che lui, raccontano i familiari, pretendeva di curare forzando la donna a mangiare contro la sua volontà. La ragazza aveva spesso trovato rifugio nella casa materna, in via degli Orti di Alibert a Trastevere, portando il bambino con sé. L'ultima lite a metà settimana. Patrizio aveva accompagnato la ragazza dalla madre. La giovane sembrava sconvolta, incapace di riconoscere persino i familiari. Una situazione tanto grave da spingere Rita ad accompagnare immediatamente Claudia al pronto soccorso e ad accettare il ricovero al Santo Spirito. La nonna sapeva anche delle minacce che Patrizio aveva fatto alla compagna, di quella frase: «Se mi lasci ammazzo tuo figlio» che le aveva ripetuto più volte, urlando. Ma, tra una tempesta e l'altra il rapporto con il giovane aveva avuto anche degli sprazzi di luce. Franceschelli era abituato a considerare la casa di via Orti d'Alibert come fosse la sua, a frequentarla per vedere il bambino quando voleva, senza problemi. Nei giorni di festa c'era stato più volte, l'ultima per portare il piccolo Claudio a vedere le giostre in piazza Navona.

Dopo la lite di metà settimana non si era fatto più sentire, neppure una telefonata. Fino a sabato mattina, all'alba. La lite con Rita, la fuga col bambino fra le braccia, fin al ponte Mazzini da dove l'ha buttato nel fiume urlando. Alla scena hanno assistito un agente della polizia penitenziaria e la sorella di Claudia, incinta al nono mese. Entrambi saranno ascoltati nei prossimi giorni dai magistrati che hanno in programma di sentire più volte anche Patrizio. Subito dopo l'arresto, lui ha detto solo: «Ho buttato mio figlio nel Tevere».

Domenico Fravolini, di 61 anni Cade in una vasca di acqua e calce,muore

Posted: 06 Feb 2012 02:21 AM PST

SCIACCA 06 febbraio 2012 Un operaio di 61 anni ha perso la vita in un incidente sul lavoro avvenuto in contrada Spagnolo, a Sciacca, quasi al confine con il territorio di Menfi. L'uomo stava lavorando
nell'impianto di una cava di pietrisco per realizzare mattoni forati quando è caduto all'interno di una vasca piena d'acqua e calce. La vittima si chiamava Domenico Fravolini, di 61 anni. L'uomo era dipendente di un'impresa edile, la cooperativa Virgilio. L'incidente è avvenuto nella sede dell'azienda.


Il cadavere è stato recuperato dai vigili del fuoco dalla vasca di calce viva dove l'operaio era caduto. Accertamenti sono in corso da parte dei carabinieri per risalire alla dinamica dell'incidente.

Antonella Alfano primo anniversario della scomparsa della 34enne modella di Agrigento, rinvenuta cadavere all’interno della sua Fiat 600

Posted: 06 Feb 2012 01:30 AM PST

AGRIGENTO 06 FEBBRAIO 2012 Ieri ricorreva il primo anniversario della scomparsa della 34enne Antonella Alfano, la bella modella di Agrigento, rinvenuta cadavere all'interno della sua Fiat 600, sotto una
scarpata dell'ex via Nuova Favara.
Per non dimenticare Antonella, nel pomeriggio è stata celebrata alle ore 18 una Santa Messa nella chiesa Santa Rosa del Villaggio Mosè. Per il delitto della giovane, dal giugno dello scorso anno si trova in carcere l'ex compagno della donna, il carabiniere Salvatore Rotolo.

Secondo la procura di Agrigento, l'omicidio sarebbe avvenuto per soffocamento, al culmine di un litigio tra la coppia.

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